Il carrello è vuoto.
MATTIOLI, EMILIO

EMILIO MATTIOLI, (Modena 1933 - Ancona 2007) conseguì la Laurea in Lettere Classiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna il 25 giugno 1956 discutendo una tesi sulla fortuna di Luciano durante l’Umanesimo con il Prof. Raffaele Spongano. Già borsista presso l’Istituto Italiano di Studi Storici di Napoli fu per alcun tempo docente di Latino e Greco nei licei, tra i quali il “Muratori” di Modena. Dopo avere tenuto l’incarico di ‘Poetica e Retorica’ presso l’Università di Bologna, fu in seguito docente ordinario di Estetica nelle Università di Palermo, di Cosenza e di Trieste. Vicepresidente della Fondazione ‘Studia humanitatis’ di Zurigo, dedicata al filosofo Ernesto Grassi, Emilio Mattioli è anche stato membro del Comitato Scientifico dell’Istituto Banfi di Reggio Emilia; socio onorario dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Modena, Presidente dell’Associazione Amici del Muratori e Membro del Comitato Scientifico del Premio letterario Giuseppe Acerbi di Castel Goffredo di Mantova. È stato condirettore e coofondatore della rivista ‘Testo a fronte’ e membro del Comitato di direzione di ‘Studi di Estetica’, ha pubblicato su numerose riviste tra cui ‘Il Verri’ di Luciano Anceschi. Tra i molti progetti condivisi con l’editore Mucchi, va ricordata l’istituzione e la direzione delle collane “Percorsi. Studi di estetica, poetica, retorica” e (insieme ad Alessandro Serra) “Strumenti. Opuscoli di estetica, poetica, retorica e psicologia dell’arte”. Tra le sue numerose pubblicazioni, vanno almeno ricordati i volumi: Luciano e l’umanesismo (1981), Studi di poetica e retorica (Mucchi, 1983), Interpretazioni dello Pseudo Longino (Mucchi, 1987), Ritmo e traduzione (Mucchi, 2001). Benché i suoi vastissimi interessi culturali e il lavoro lo avessero spesso portato lontano da Modena, il legame di Emilio Mattioli con la città natale rimase sempre molto intenso. Attento critico della comunità, convinto della necessità di diffondere la cultura, quale unica vera fonte di miglioramento della convivenza civile, per un certo periodo avvertì anche la necessità di impegnarsi politicamente al fine di meglio conseguire alcuni irrinunciabili obiettivi culturali. Si spese poi in prima persona per la creazione di una Facoltà Umanistica presso l’Ateneo di Modena.

Nell'anno dell'anniversario della sua morte pubblichiamo una nuova raccolta dei suoi scritti curata da Antonio Lavieri, con la postfazione di Franco Buffoni: Il problema del tradurre
(1965-2005)