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FERRARI, ANNA

ANNA FERRARI, professore ordinario di Filologia Romanza l'Università dell'Aquila, dove ha a lungo assicurato anche l'insegnamento di Letteratura portoghese (e attualmente coordina l’area della Lusitanistica). Ha organizzato due Convegni internazionali ("Filologia classica e Filologia romanza: esperienze ecdotiche a confronto", Roma 1995 e "«Ab nou cor et ab nou talen». Nouvelles tendances de la recherche médiévale occitane", L'Aquila 2001), di cui ha curato gli Atti. Collaboratrice e coordinatrice di imprese internazionali, dirige la serie “«Intavulare». Tavole di canzonieri romanzi" e la collana dei “Subsidia” al “Corpus des Troubadours” (BAV, Città del Vaticano e Mucchi editore, Modena). Codirettore della rivista Cultura Neolatina; membro del "consello asesor" dell' Anuario de Estudios Literarios Galegos e del "Comité scientifique" della Revue des Langues Romanes. Vice-presidente fino al 2011 dell'AIEO (Association Internationale d'Etudes Occitanes) e membro onorario della AHLM (Asociación Hispanica de Literatura Medieval). Membro del "Comitè Centífic" del "Corpus des troubadours" (Istitut d'Estudis Catalans, Barcellona), patrocinato dall'Union Académique Internationale.
Provenzalista di formazione e di vocazione si è avvicinata alla letteratura galego-portoghese per esigenza di comparatismo romanzo e ad essa si è poi più intensamente dedicata in seguito alla forte passione contratta per il Canzoniere della Biblioteca Nazionale di Lisbona, Colocci-Brancuti, al quale ha dedicato molte delle sue cure. Settore d'indagine privilegiato è la lirica romanza delle Origini, soprattutto provenzale e galegoportoghese, con particolare attenzione rivolta ai Canzonieri (indagati anche con i metodi della Filologia materiale), agli artifici formali trobadorici, ai 'connettivi' rappresentati dai "petits troubadours", oltre che alla pratica e alle prospettive teoriche dell'ecdotica. Si occupa inoltre di romanzo medievale (Wace; Eneas, Tristan, Flamenca) e di letteratura portoghese (Gil Vicente e teatro portoghese cinquecentesco, Eugenio de Andrade).