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Fondamenti e Filosofia della Fisica

C A T A L O G O / Accademia / Fondamenti e Filosofia della Fisica /

Sottotitolo

Atti del Convegno Cesena-Urbino 26-29 settembre 1994

Autore

AA.VV.

ISBN

---

Numero Pagine

336

Anno

1996

Formato cm

17.0 x 24.0

€ 20,00

Sintesi

I Fondamenti e il Problema della verità nella Fisica moderna


Una delle opere più famose di Bertrand Russel si intitola Introduzione alla filosofia matematica, come a dire che non è una riflessione sulla matematica, ma una riflessione che si avvale della matematica. Così in un certo senso l'operazionismo di Bridgman e il neopositivismo di Carnap e Reichenbach potrebbero essere collocati nell'ambito della "filosofia fisica", o, per la precisione, della "filosofia relativistica", in quanto questi autori hanno configurato il loro modo di pensare riflettendo sulla critica dei fondamenti implicita nel lavoro di Einstein del 1905. Allo stesso modo potremmo forse chiamare la Critica della ragion pura di Kant un'opera di "filosofia meccanica", poichè proprio il tentativo di spiegare le strutture costitutive di questa scienza ha portato Kant alla costruzione dell'estetica trascendentale e dell'analitica dei principi. La meccanica quantistica si consolida nei suoi principi fondamentali negli anni che vanno dal 1924, allorché de Broglie propone l'interpretazione ondulatoria dell'elettrone e il 1932, quando escono i Fondamenti matematici della meccanica quantistica di von Neumann, cioè quando le linee generali dell'impostazione neopositivista sui fondamenti della meccanica quantistica non può essere definita "filosofia quantistica", perché, benché abbia come oggetto la meccanica quantistica, non prende tuttavia le mosse da questa teoria. Infatti numerosi autori, sia fisici, sia filosofi, hanno preso le istanze verificazioniste del neopositivismo - che provenivano dalla riflessione sulla relatività - e le hanno trasportate sulla nuova teoria, contribuendo non poco a consolidarne la cosiddetta interpretazione ortodossa, senza però che venissero esplicati i tratti speculativamente più caratterizzanti della rivoluzione quantistica. Uno dei primi autori che ha preso sul serio la "filosofia quantistica" è David Bohm, che, dopo aver presentato la teoria nella sua formulazione ortodossa con rigore epistemologico fino ad allora ineguagliato, nonchè messo a punto un'interpretazione a variabili nascoste, pubblica nel '57 un'affascinante volumetto che ci fornisce una visione del mondo, forse discutibile, ma autenticamente quantistica. A partire da questa riapertura della problematica dei fondamenti della mecccanica quantistica i tentativi in questa direzione si sono moltiplicati, anche se sono stati soprattutto i fisici a muoversi in questo ambito. Questa modalità di pensiero, che potremmo dunque chiamare "filosofia quantistica", ha avuto ripercussioni importanti per la riflessione relativa ad altri campi della fisica, nonchè per l'ontologia e la metafisica, tanto che si può parlare di una nuova "filosofia della fisica" - dove abbiamo aggiunto il "della" per evitare il solecismo, ma il senso è quello che è stato delineato -, che proprio dalla discussione sui fondamenti prende la sua linfa vitale. In questo quadro si inserisce l'idea che ha ispirato il titolo del Convegno di cui qui si pubblicano gli atti: "Fondamenti e filosofia della fisica".

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