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100 romanzi dell'Ottocento

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100 romanzi dell'Ottocento
Sottotitolo
Repertorio romanzesco dell'Ottocento italiano
Autore
Stefano Calabrese
Anno
1996
Numero Pagine
410
ISBN
9788870002843
Formato cm
15 x 21
Prezzo base, tasse incluse10,00 €
Prezzo di vendita8,50 €

Sono pubblicate in questo volume le decalcomanie evenemenziali di cento opere narrative dell'Ottocento avvertendo che, dei grandi narratori, manca soltanto il Manzoni, i cui Promessi sposi costituiscono un vero e proprio archetipo della nostra letteratura di finzione e sono forse l'unico testo unanimemente letto del diciannovesimo secolo - condizioni che avrebbero reso forse pleonastica una scheda a essi dedicata. Oltre a testi noti e meno noti dei principali scrittori, hanno trovato invece accoglienza opere assai meno conosciute della nostra tradizione narrativa e in qualche caso autentici "rari", tutti peraltro di difficile reperibilità nei fondi bibliotecari, restii nel secolo scorso a conservare esemplari di un genere a lungo "proscritto". In linea di massima i resoconti diegetici tendono a restare fedeli al plot, in altri termini non riformulano secondo un diverso ordine cronologico e causale il labirinto di analessi e prolessi attraverso cui molti romanzi - si pensi al Piacere - presentano gli eventi; inoltre si riferiscono sempre a opere narrative in prosa, a esclusione di due novelle in versi (La fuggitiva di Tommaso Grossi e L'Edmenegarda di Giovanni Prati), troppo rilevanti sul piano dell'invenzione aneddotica per essere tralasciate. Quanto agli altri rèsumès, sono esemplati su romanzi, ma vi appaiono anche alcuni racconti: nel diciannovesimo secolo le due tipologie letterarie esibiscono un lignaggio comune e un elevato grado di parentela morfologica, né sarebbe risultato facile escludere da una storia dell'intreccio romanzesco italiano le novelle premanzoniane, il frammentismo scapigliato o ancora il racconto fantastico alla Poe. Estranei all'insieme qui presentato sono invece i testi teatrali e i libretti d'opera, poiché le convenzioni sceniche impongono di per sé stesse un modo diverso d'intendere l'intreccio narrativo e le unità spazio-temporali.

STEFANO CALABRESE

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