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DI BENEDETTO, ARNALDO

ARNALDO DI BENEDETTO, La formazione universitaria del Prof. Di Benedetto si è svolta presso l'Università Statale di Milano e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Presso quest'ultima ha conseguito il perfezionamento in Letteratura Italiana, ed è stato, per tre anni, assistente volontario. Ha insegnato, quale professore invitato, presso le università di Berna, Paris-Sorbonne e Chambéry, e presso l'École Normale Supérieure di Lione. È direttore responsabile del «Giornale storico della letteratura italiana». È membro del consiglio scientifico del Centro di Studi Tassiani di Bergamo e della Fondazione Centro studi manzoniani di Milano, ed è stato presidente del Centro Nazionale di Studi Alfieriani dal 1990 al 1999.  membro dei comitati delle edizioni nazionali delle opere di Torquato Tasso, Alessandro Manzoni, Luigi Capuana, Federico De Roberto, e del comitato direttivo della rivista «Critica letteraria». Ha collaborato con le riviste «Lettere italiane», «Studi italiani», «Studi tassiani», «Studi alfieriani», «Esperienze letterarie», «Critica letteraria», «Belfagor», «Testo», «Otto/Novecento», «Revue des études italiennes», «Versants», «Italica», «Arcadia» (Bonn), «Romanische Forschungen». Nel 2002 gli è stato conferito il Premio «Corrado Alvaro» per la saggistica; nel 2003, il premio «Messori Roncaglia e Mari» dell'Accademia Nazionale dei Lincei.
Nel 2007 l'Università di Atene gli ha conferito la laurea honoris causa.
Suoi ambiti di studio prevalenti sono l'opera di Torquato Tasso e, più in generale, la letteratura del Rinascimento; l'opera di Vittorio Alfieri e il Settecento; l'Ottocento, e aspetti, autori e momenti della letteratura e della cultura del Novecento. Ha inoltre interessi comparatistici, in particolare (ma non esclusivamente) con riferimento alle relazioni tra letteratura italiana e tedesca, e italiana e francese: si è occupato, fra l'altro, della «fortuna» di Alfieri in Germania e di quella di Heine in Italia, di quella del filosofo Alain nel Novecento italiano e dei rapporti tra l'opera di Flaubert e quella di Verga. Sua è la «riscoperta» di un dimenticato romanzo tedesco dell'Ottocento ispirato ad Alfieri. Tra le sue pubblicazioni: Ippolito Nievo e altro Ottocento, (Liguori, 1996); Poesia e critica del Novecento, (Liguori, 1999); Dal tramonto dei Lumi al Romanticismo, (Mucchi, 2000, collana Il Vaglio). Tra Rinascimento e Barocco. Dal petrarchismo a Torquato Tasso, (Società Editrice Fiorentina, 2007); Fra Germania e Italia. Studi e flashes letterari, (Olschki, 2008); Dante e Manzoni. Studi e letture, (Laveglia&Carlone, 2009).